A Montefortino un laboratorio estivo dedicato ai ragazzi: un viaggio tra le ferite e la rinascita dei Sibillini

Data di pubblicazione: 07 Settembre 2026

Si è conclusa con un bilancio straordinariamente positivo la terza edizione del laboratorio estivo per ragazzi a Montefortino. Un’esperienza intensa e formativa che ha portato i giovani partecipanti a esplorare il cuore pulsante dei Monti Sibillini attraverso tre tappe fondamentali, unendo l'educazione emotiva alla scoperta diretta della natura e del patrimonio indentitario dei Monti Sibillini. Quest'anno il percorso si è focalizzato sulla resilienza del territorio a dieci anni dal sisma, alternando camminate naturalistiche, giochi e incontri ravvicinati con chi i Sibillini li vive e li custodisce ogni giorno.

Le attività si sono articolate in tre intense giornate con tre tappe ideali. La settimana è iniziata con un'uscita in pulmino e un cammino suggestivo sul Sentiero Altino di Montemonaco, fino a raggiungere Santa Maria di Pantano. Questa prima tappa, sul tema delle "ferite", è stata dedicata all'osservazione dei segni lasciati dal tempo e dagli eventi sul paesaggio, per imparare a riconoscere e accogliere le fragilità. La seconda tappa, “la rinascita", ha condotto i ragazzi in Umbria, alla scoperta di Castelluccio e Norcia. Qui il gruppo di ragazzi ha visitato la cattedrale e svolto attività di intervista sul campo, incontrando i volontari a Norcia e ascoltando le storie di chi sta ricostruendo il futuro. La giornata è continuata con una camminata immersi nella bellezza della piana di Castelluccio. L'ultima  tappa si è svolta lungo il "Sentiero per tutti" a Forca di Presta, nel comune di Arquata del Tronto. Una camminata inclusiva intervallata da attività laboratoriali lungo il percorso, per riflettere sul valore dell'accoglienza e della solidarietà, con incontri con chi vive e cura il territorio, ovvero agricoltori e pastori. Questo ha permesso di riflettere sul tema della giornata, dal titolo "Una terra accogliente"

A rendere speciale questa edizione è stato il fitto programma di incontri, dialoghi, attività laboratoriali e ludico-educative che hanno coinvolto attivamente i partecipanti, prima di tutto i ragazzi ma anche i volontari, gli educatori, gli agricoltori e tutte le persone incontrate. Il laboratorio delle emozioni ha dimostrato ancora una volta come la natura e le relazioni umane siano i migliori strumenti per aiutare le giovani generazioni a elaborare le emozioni, sviluppando un profondo senso di appartenenza e rispetto per le tradizioni e l'identità del territorio. Significativi sono stati i racconti legati alla Sibilla, all'albero dei desideri, la storia della cattedrale di Norcia, la bellezza di Castelluccio e dei sentieri del territorio.

A dieci anni dal terremoto, questo cammino dei ragazzi incarna perfettamente l'essenza stessa della ricostruzione, ricordandoci — come ha sottolineato il Cardinale Matteo Zuppi in occasione del decennale — che "La speranza del cristiano non è un vago ottimismo, ma la certezza che dalle macerie più profonde, attraverso la solidarietà e la comunione, è sempre possibile edificare un futuro nuovo".