Il convegno "A 10 anni dal Terremoto - il racconto delle comunità"

Data di pubblicazione: 20 Ottobre 2026
Sabato scorso, a ๐๐ข๐ž๐œ๐ข ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐š๐ฅ ๐ญ๐ž๐ซ๐ซ๐ž๐ฆ๐จ๐ญ๐จ del 2016, ci siamo ritrovati a Camerino per ricordare quanto è accaduto e, soprattutto, per raccontare ciò che è nato da quell’esperienza.
 
Le comunità, i volti, le storie e le relazioni costruite in questi anni ci parlano di ๐ฎ๐ง ๐œ๐š๐ฆ๐ฆ๐ข๐ง๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข ๐žฬ€ ๐Ÿ๐ž๐ซ๐ฆ๐š๐ญ๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ’๐ž๐ฆ๐ž๐ซ๐ ๐ž๐ง๐ณ๐š, ma è proseguito nel tempo, accompagnando le persone e i territori nella ricostruzione.
 
Presenti all’evento S.E. Mons. Edgar Peña Parra, Nunzio apostolico per l’Italia e la Repubblica di San Marino, S.E. Mons. Andreozzi e don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana, i vescovi delle Marche, le Diocesi marchigiane coinvolte nel percorso di aiuto in questi 10 anni e le delegazioni dalla Liguria e Reggio Emilia gemellate durante l’emergenza.
 
La mattina si è tenuta la celebrazione eucaristica alla Basilica di San Venanzio, mentre nel pomeriggio abbiamo partecipato al convegno insieme anche a tutti i sindaci delle città e delle comunità colpite dal sisma.
 
«Ciò che è emerso da questa intensa giornata – afferma ๐๐š๐ซ๐›๐š๐ซ๐š ๐Œ๐จ๐ฌ๐œ๐ก๐ž๐ญ๐ญ๐จ๐ง๐ข, ๐๐ข๐ซ๐ž๐ญ๐ญ๐ซ๐ข๐œ๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‚๐š๐ซ๐ข๐ญ๐š๐ฌ ๐ƒ๐ข๐จ๐œ๐ž๐ฌ๐š๐ง๐š ๐๐ข ๐…๐ž๐ซ๐ฆ๐จ – è quanto siano fondamentali la collaborazione e il lavoro di rete, soprattutto nelle situazioni di emergenza. Dai racconti di tutti i delegati che hanno partecipato agli interventi di assistenza alle popolazioni colpite è emerso un elemento comune: per le persone assistite, ciò che ha fatto davvero la differenza non è stato soltanto il sostegno materiale, ma soprattutto la vicinanza umana di chi è stato al loro fianco. Hanno sentito che tutti si sono mobilitati per non lasciarli soli e che ogni parola di conforto poteva rendere meno difficili le loro giornate dove niente era più come prima. Perché il terremoto scuote la terra, ma scuote anche l’animo di chi lo vive. In quel momento di profonda fragilità, le persone hanno potuto ritrovare il senso di comunità, il valore dello stare insieme e la certezza di non essere sole, sapendo di poter contare su qualcuno proprio quando avevano perso tutto».